Micro “tango”

Micropiacere bailante.
Il primo impatto che ho avuto con il tango fu una collega, a Milano, che se la tirava un sacco perchè prendeva lezioni di tango.
Voglio dire, era anche carina, però da lì a scatenare passione e sensualità ce ne voleva.
Dava veramente fastidio il suo presunto senso di superiorità dovuto all’aver capito il senso del tango.
Forse sbaglio, ma chi lo capisce veramente poi non se la tira per questo. Il secondo impatto me l’ha dato la versione-tango di Roxanne dei Police in “Mouline Rouge”. L’eterea Kidman spariva rispetto alla sensuale ballerina in scena.
Che goduria. L’ultima volta che mi ci sono scontrato, nella nebbiosa pianura, è stato quest’estate. In luglio, una sera a metà settimana i negozi restano aperti, e nel mezzo del corso cittadino c’era una spazio dedicato al tango.
Così, tra gente accaldata, zanzare e infradito, ecco alcune coppie volteggiare al ritmo di piazzolla.
Vien voglia di provarci, nonostante il rapporto tra me e il ballo sia come quello tra superman e la kriptonite.
E ammetto con sincerità che sono molto invidioso di chi lo sa ballare.
Non è detto che un domani, però…

di Mikromarko

 

Micro “tango”ultima modifica: 2009-12-02T10:36:00+01:00da gotan.blog
Reposta per primo quest’articolo

6 pensieri su “Micro “tango”

  1. Una volta ho scritto un piccolo racconto i cui protagonisti(un uomo e una donna) si prendevano e lasciavano a più riprese, ma, nella vecchiaia giungevano alla conclusione di aver ballato il tango per tutta la vita. Ecco cos’è per me il tango…qualcosa che non ha nulla a che fare con l’età anagrafica, anzi la trascende. E’ un gioco in cui ogni tanto bisogna allontarsi reciprocamente altrimenti la passione potrebbe esplodere in un colpo solo, e a quel punto non si avrebbe più scampo. Si sarebbe “condannati” a stare insieme, perché ci si unisce, ci si fonde davvero, si diventa l’uno parte dell’altro

Lascia un commento